Misteriosi, indipendenti, “che si affezionano solo alla casa” e non alle persone: i gatti portano con sé un bagaglio di luoghi comuni che li accompagna da secoli. Da simboli di magia e libertà a presunti opportunisti in cerca di ciotole piene, questi piccoli felini hanno sempre diviso l’opinione pubblica. In realtà, dietro ogni stereotipo si nasconde un frammento di verità, spesso ingigantito o travisato.
Oggi sappiamo che il gatto è molto più complesso di quanto si creda: è affettuoso, comunicativo, e capace di instaurare legami profondi con il suo umano — anche se lo fa a modo suo, con quella discrezione elegante che lo contraddistingue.
Abbiamo già visto in un precedente articolo alcune curiosità sui gatti. Oggi invece, sfatiamo 5 falsi miti.
1. I GATTI CADONO SEMPRE IN PIEDI
Una delle prime convinzioni molto radicate nel pensiero comune è che i gatti cadano sempre in piedi e che cadendo anche da altezze importanti riescano ad atterrare senza farsi male.
La possibilità di raddrizzarsi durante la caduta e quindi di raggiungere il terreno sulle quattro zampe è una capacità dovuta da una parte all’apparato vestibolare – la struttura dell’orecchio specificatamente deputata al controllo dell’equilibrio – e dall’altra alla conformazione fisica del gatto, particolarmente flessibile.
È quindi vero che i gatti cadono in piedi, a patto che l’altezza da cui cadono sia sufficiente a consentire loro di mettersi in posizione, ma non sia eccessiva, perché la velocità della caduta da grandi altezze aumenta il rischio che si facciano male alla zampe o alla colonna vertebrale.
Inoltre, dobbiamo ricordare che un gatto agile, snello e giovane che cade sull’erba da una altezza media può restare indenne alla caduta, ma la situazione è ben diversa se il micio cade sull’asfalto o da un’altezza importante. Così come è diverso se a cadere è un cucciolo o un gatto obeso o molto anziano. Pertanto, stiamo sempre molto attenti e mettiamo in sicurezza i nostri balconi e terrazzi, anche se abitiamo a piani bassi.
2. I GATTI VEDONO AL BUIO
Un’altra credenza popolare vuole che i gatti possano vedere al buio più completo, ma questo non è corretto. La particolare conformazione dei loro occhi e la presenza del “tappeto lucido” – una specie di specchietto posto dietro la retina – consente di amplificare la poca luce presente. Permette ai gatti, infatti, di vedere meglio di noi in condizioni di bassa luminosità: vedono meglio di noi di sera, ma in condizioni di buio totale anche loro non vedono nulla.
3. I GATTI ODIANO L’ACQUA
I nostri piccoli felini hanno origini in zone desertiche: la scarsità di risorse idriche ha fatto in modo che gli abitanti di queste terre si adattassero attraverso soluzioni che richiedessero il meno possibile la presenza dell’acqua.
I gatti sono poi animali molto attenti all’igiene personale e trascorrono parecchio tempo a lavare il proprio mantello, ma non amano averlo appesantito dall’acqua, né amano avere addosso odori sconosciuti, come quelli lasciati da saponi e shampoo.
Questo non significa che i gatti non amino l’acqua: alcuni sono degli abili nuotatori!
In generale preferiscono avere a disposizione da bere acqua fresca, meglio ancora se corrente. Per questo amano così tanto bere dai lavandini o dalle fontanelle e spesso giocano con l’acqua che scorre dai lavandini stessi. Sono invece disturbati dal cloro e da altre sostanze simili utilizzate per la potabilità dell’acqua.
Ogni soggetto è unico e irripetibile, non c’è quindi una regola generale che valga per tutti i gatti!
4. I GATTI SI AFFEZIONANO SOLO ALLA CASA
Una delle motivazioni più forti nei gatti è quella territoriale, questo significa che per il nostro gatto è importante che il territorio in cui vive, cioè la nostra casa, sia un posto sicuro, in cui può trovare riparo, cibo e sicurezza. Questo non significa però che non sia in grado di stabilire relazioni e amicizie anche molto forti con noi e con gli altri componenti della nostra famiglia. Al contrario del cane, il gatto non vede nell’uomo un referente a cui affidarsi completamente e ciecamente, bensì un compagno con cui dividere spazi e risorse.
5. I GATTI SONO POCO IMPEGNATIVI
Il gatto viene spesso considerato poco impegnativo perché viene paragonato al cane che ha bisogno di essere portato in passeggiata più volte al giorno e che necessita di essere ben socializzato ed educato per poter vivere serenamente insieme a noi.
Le esigenze di un gatto sono certamente diverse, ma non meno importanti. Dobbiamo porre attenzione ad attrezzare la casa perché sia a misura di gatto, predisponendo adeguatamente le risorse (cibo, acqua, luoghi di riposo, giochi, lettiere e tiragraffi) e ricordandoci di soddisfare i suoi bisogni.
Inoltre dovremo portarlo regolarmente dal veterinario e occuparci di lui anche quando ci organizziamo per le vacanze.
Infine, sebbene le dimensioni siano ridotte rispetto a un cane, il gatto può essere meno disponibile a sopportare i capricci e i giochi insistenti di un bimbo e, se disturbato nel momento sbagliato, sarà in grado di dare risposte molto decise per far valere le proprie ragioni.
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